Doppio
Ciao avventurierǝ!
Benvenutǝ in questo numero di Passe-Partout.
Ci fa molto piacere che tu abbia deciso di unirti a noi in un nuovo viaggio attraverso mondi (forse) inesplorati: potrai accedere a ogni porta grazie alla (parola) chiave che ti forniremo. Per questo mese in cui l’atmosfera si fa più cupa, le giornate si accorciano e si avvicinano i festeggiamenti di Halloween, il Passe-Partout è “doppio”.
Cosa aspetti? Bussa!
...dolcetto o scherzetto?
2 novembre 1975-2 novembre 2025
Martina D.
A cinquant’anni dalla crudele morte di Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi osservatori della società del secondo Novecento, è necessaria una rapida riflessione sulla sua opera testamentaria Petrolio, incompiuta e pubblicata postuma nel 1992. Protagonisti due sé opposti e complementari: Carlo di Polis e Carlo di Tetis, che incarnano la contrapposizione tra servo e padrone tramite il meccanismo dello sdoppiamento. Emblemi di una tematica fondante del pensiero di Pasolini: il perverso e corrotto Carlo di Tetis, che segue i più reconditi desideri e bisogni, proprio come i ragazzi di borgata, e Carlo di Polis, che disprezza e vuole prevaricare l’altro, come sta facendo la nascente società borghese dei consumi. La duplicità dei due Carli si moltiplica: da questi hanno origine due figure femminili, che apportano all’immenso romanzo di Pasolini la base per ulteriori spunti di riflessione. Non possiamo di certo risolverli in queste poche righe, tuttavia Petrolio rimane l’apice del pensiero letterario, politico e cinematografico di un autore che delle opposizioni, divergenze e duplicità ne ha fatto i punti saldi della sua produzione e critica sociale.
Doppia vita
Martina D.
Le persone che conducono una doppia vita mi hanno sempre da una parte affascinata, dall’altra inquietata. Mi chiedo quale sia il motivo che le spinga ad agire in quel modo e, soprattutto, come facciano a portare avanti due esistenze parallele senza che nessuno lo scopra!
Probabilmente sono le stesse domande che si è posto anche Emmanuel Carrère, autore del romanzo L’avversario in cui racconta del caso di Jean-Claude Romand, che all’inizio degli anni Novanta, dopo una serie interminabile di bugie (tra cui anche fingersi medico dell’OMS), arriva a uccidere la moglie, i figli e gli anziani genitori per poi tentare il suicidio, invano.
L’autore racconta di essere entrato in contatto con Romand dopo che nel 1995 questi gli aveva inviato una lettera a seguito della pubblicazione in Francia di La settimana bianca, il romanzo di Carrère ispirato al suo caso. Lo scrittore ha assistito al processo e ha tentato di restituire la vicenda fedelmente. Dopo alcuni tentativi si è sentito bloccato e ha deciso di strutturare la narrazione in prima persona. Il risultato è un romanzo dal sapore di un reportage, ma al contempo molto scorrevole, che invece di rispondere alle nostre domande ci spinge a farcene delle nuove.
Il doppio errante
Silvia
Una leggenda, quella del Doppelgänger, che ha stimolato a lungo la letteratura occidentale, dai classici del gotico come Ernst Hoffmann ed Edgar Allan Poe fino a film fantascientifici come Terrore dallo spazio profondo (1978) o La cosa (1982). E anche novità piuttosto interessanti, come il manga L’estate in cui Hikaru è morto (Mokumokuren, JPOP, 2023), il videogioco Dredge (Black Salt Games, 2023) e il romanzo Le nostre mogli negli abissi (Julia Armfield, Bompiani, 2024), storia di una donna che dopo mesi di apprensione ritrova la moglie misteriosamente scomparsa, in stato di shock e profondamente mutata: e se non fosse davvero lei?
Il Doppelgänger in origine era un “duplicato fantasma” di qualcuno il cui bizzarro sosia, pochi minuti prima che spirasse, poteva apparire davanti ai famigliari (o al moribondo stesso) come segno di imminente sventura. Legato a questa figura c’è anche il Changeling, faerie mutaforma che soppianta i bambini nelle culle. Creature entrambe nate in epoche di piaghe e precarietà demografica, in cui peraltro non si aveva conoscenza di neurodivergenze o malattie mentali. È probabile che sofferenza psichica o comportamenti anomali rendessero le persone estranee agli occhi altrui, assenti a sé stesse, in definitiva perdute o perfino possedute. Inoltre il doppio poteva svelare elementi del subconscio a lungo repressi e soffocati; una presenza scomoda con cui fare i conti, per l’individuo e per la comunità.
Il termine Doppelgänger vede ora ridotto il suo significato nei lookalike e più in generale nei sosia. Online lo si usa sempre meno in relazione a una persona in carne e ossa e più a un “clone” o “duplicato”, soggetti ormai onnipresenti in foto e video deepfake di celebrità, anche decedute, fatti con l’IA: Michael Jackson, Robin Williams e… Adolf Hitler! Agghiacciante, no? In realtà si sta solo chiudendo un cerchio: il “doppio” torna ad avere con la Morte un rapporto di eccellenza! Merito della nuova ondata di fascinazione per l’uncanny valley, o di una crisi di un individualismo non così irriducibile?
Doppiogioco
Marica
È il momento di giocare con Passe-Partout! La letteratura, la televisione, il cinema e non solo, sono pieni di esempi che utilizzano il trope dello sdoppiamento, che suscita malintesi, equivoci, drammi. Il personaggio coesiste e si interfaccia nella narrazione con il proprio doppio, entrambi interpretati dallə stessə attorə. È il caso di serie tv come The Vampire Diaries, Friends, Prisma. Sapresti distinguerli fra loro nei tre frame che ho scelto?
da The Vampire Diaries (2009-2017)
Sia nei romanzi de I diari del vampiro di Lisa J. Smithe sia nella serie tv, Elena e Katherine sono entrambe doppelgänger, creature del folklore che hanno come loro ragione d’essere l’apparizione di un sosia, talvolta maligno. Chi delle due è ritratta in questa immagine?
da Friends (1994-2004)
A un certo punto, uno dei personaggi principali della serie, Phoebe, incrocia la sua strada con la sorella gemella, meno dolce, più fredda e scontrosa. Il resto della compagnia alle volte scambia e confonde le due figure. Commetterai lo stesso errore? Chi c’è nella foto?
da Prisma (2022-2024)
Prisma, una delle serie italiane più belle su Prime Video, che dopo la seconda stagione è stata purtroppo cancellata, fa del tema del doppio uno dei suoi punti cardine: protagonistə sono Andrea e Marco, gemellə. Chi dei due si sta facendo bellə qui sopra?
Raccontare più e più volte ancora
Samantha
Da quando abbiamo deciso che la parola chiave di questo numero sarebbe stata doppio, la mia mente ha continuato a ripropormi l’immagine di Sabrina, vita da strega, serie televisiva degli anni Novanta.
[Avvertenza spoiler]
In una delle prime stagioni, Sabrina scopre il segreto di famiglia: «ogni Spellman ha un gemello», grazie all’ultimo indizio del gatto Salem: un gomitolo a filo doppio.
Quindi non una, bensì due Sabrina Spellman. Ma è davvero così?
Se andiamo a guardare al prodotto di Sabrina possiamo elencare tre adattamenti, senza contare il fumetto Sabrina, The Teenage Witch (1971-2009) pubblicato dopo la prima apparizione nel fumetto Archie’s Mad House (1959-1982): Sabrina – vita da strega, iconica serie tv degli anni Novanta, Magica Sabrina, serie animata dei primi anni Duemila, e Le terrificanti avventure di Sabrina, serie trasmessa da Netflix (2018).
Sabrina non è certamente l’unica storia ad aver subito un remake/reboot o altro tipo di adattamento. Altri due esempi possono essere: L’incubo di Hill House (1959), libro scritto da Shirley Jackson, da cui vengono tratti sia il film Haunting – Presenze (1999) sia la serie televisiva The Haunting of Hill House (2018) e Peter Pan, personaggio creato da J.M. Barrie nel 1902 e che funge da comparsa fino al 1911, quando ottiene un romanzo tutto suo Peter Pan nei Giardini di Kensington e il quale si è radicato talmente tanto nell’immaginario comune da dare alla luce non solo film (non si può non citare Hook – Capitan Uncino del 1991) e serie animate dedicate, ma anche statue e francobolli.
Già Disney aveva spianato la via al rimaneggiamento delle storie per meglio adattarle al pubblico di riferimento ma, negli ultimi tempi, il fenomeno del remake/retelling/reboot è, se possibile, schizzato alle stelle.
In molti sostengono che non siamo più capaci di immagine, per questo attingiamo a storie già scritte ma è davvero così, o c’è qualcosa di più profondo nel voler riadattare una storia?
Al di là del mercato commerciale – che nel panorama editoriale e cinematografico ha comunque il suo peso – in alcuni casi può essere il desiderio di far rivivere quelle emozioni alle nuove generazioni a richiedere un adattamento logistico, temporale e culturale ma altre volte è possibile che sia la brama di scoprire come potrebbe cambiare quella storia che abbiamo amato/odiato dandole svolte o finali differenti, fino addirittura a cambiarle genere e trasformarla radicalmente mutandone anche il cuore?
Il principio del tarassaco
Claudia
La vita naturale è affascinante perché imprevedibile; analizzabile ma comunque sorprendente. Nulla nella natura si muove a caso, e nulla ha solo “una funzione”. Dipende da cosa si vuole guardare, ma basta fare dei passi indietro e osservare l’insieme. Ricordare che c’è un mondo brulicante che sorpassa il primo pensiero e richiede di stargli dentro con uno sforzo d’immaginazione. Accettare che, per quanto si voglia catalogare il mondo, ci sarà sempre un elemento imprevisto che costringerà a rimescolare le carte.
La doppia funzione della vita e della morte lo insegna: la morte porta alla fine della vita, ma una carcassa serve a nutrire il suolo di elementi e ri-vivificarlo.
Il mondo botanico è pieno di esempi: uno è il tarassaco. Chi la derubrica a erbaccia infestante si ostina a strapparla via, ma la farfalla se ne nutre, la formica ne ha bisogno per orientarsi, il bambino ci soffia sopra il suo desiderio.
O il puleggio, una menta selvatica che mia nonna sapeva sempre come scovare. Rimaneva china a strappare quelle piccole foglie per preparare un sugo dall’aroma inconfondibile. Il puleggio era anche un alleato nella medicina popolare, utilizzato come rimedio abortivo o afrodisiaco, o come decotto contro i dolori del parto. L’olio essenziale aveva perfino effetti psicotropi, e pare fosse usato nella magia popolare e nei riti eleusini.
Insomma, il modo migliore per guardare al mondo che ci circonda è “vederci doppio”.
Intestardirsi su una gerarchia sola significa lasciarsi sfuggire il quadro generale, la verità disordinata della natura, il «meccanismo della vita». Il compito della buona scienza è cercare di guardare oltre i confini che per “convenienza” tracciamo sulla natura. Guardare oltre l’intuito, dove abita qualcosa di più selvaggio.
Sapere che in ogni organismo che osserviamo risiede una complessità che non capiremo mai.
(Lulu Miller, I pesci non esistono, add editore, Torino, 2020)
Keyholders
Martina G.
Laureata in Lettere Moderne, appassionata di libri, cucina e viaggi. Immersa a tempo pieno nella redazione di una casa editrice che si occupa di pubblicazioni universitarie e saggistica. Nel poco tempo che le rimane mangia, viaggia e prova a leggere libri che non siano bozze.
Martina D.
Da sempre affascinata dalle lingue, decide (un po’ per caso) di tentare la strada della traduzione, laureandosi proprio in quel campo. Appassionata di lettura, tanto da creare un gruppo di lettura online, trascorre le giornate a tradurre, bere tisane alla cannella, leggere e sognare la Scozia.
Silvia
Laureata in Editoria e Scrittura, disillusa dai social ma con troppa voglia di chiacchierare di libri per non crearsi un canale youtube, nella sua esperienza da lettrice e studente si è appassionata al weird, all’esoterismo e alla fantascienza.
Marica
Laureata in Lettere e Filologia Moderna, lavora in una fondazione, curando gli aspetti editoriali delle varie pubblicazioni. Scrive per un blog di libri e cinema e si diverte a parlarne anche in un podcast.
Samantha
Esiliata su uno scoglio, fin da piccola ha costruito ponti di fantasia con mondi straordinari grazie alla lettura e alla scrittura.
Claudia
Vive a cavallo tra l’Irpinia e Napoli, ma non ha ancora trovato lo zaino da viaggio perfetto. È attiva nell’associazionismo locale, combatte i silenzi un podcast alla volta e legge più libri di quelli che ricorda. Appassionata di narrativa contemporanea, soprattutto italiana e africana.
Le porte sono state disegnate da Claudia e il logo di Passe-Partout da Martina D.
















